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lunedì 12 gennaio 2009

Prima polaroid

Visto che, lo sapete, bisogna essere generosi con se stessi a natale mi son fatto un regalino (come al solito). Una Polaroid 320 prontamente modificata seguendo questo utile tutorial per accettare normali pile AAA. Comprata usata su ebay devo dire di esser stato abbastanza fortunato visto che solitamente vengono vendute senza sapere se funzionano. Naturalemente mi ero già procurato delle pellicole 669 a colori acquistate da polapremium.com che a quanto pare sono adatte per manipolazioni come l'emulsion lift o il trasferimento dell'immagine su altri supporti (cose che spero di provare presto).

E' la prima polaroid della mia vita (forse girava una polaroid in casa quando io ero piccolo ma che io ricordi non ci ho mai messo le mani su) e devo dire l'emozione è stata esatamente la stessa della prima stampa in camera oscura. Come accade spesso in questi casi, la prima foto è un test e in quanto test è obbligatorio scattarla dalla propria finestra (o no?). Ma essendo che poi è anche la prima in assoluto io già le voglio un pò bene anche se è solo un test (o femminile testa).

1st polaPolaroid 320, polaroid 669 film, sviluppo 65"

Gia che ci sono faccio anche una domanda ai più esperti: le 125i pur essendo in pacchi da 11 (è qui il mio dubbio) van bene per la mia 320? A quanto dice polapremium si visto che le mette nelle pellicole type100 ma vorrei una conferma.

martedì 25 novembre 2008

Pinholite

Sto mettendo insieme le idee per costruirmi finalmente una stenopeica in legno 4x5". Il progetto è un pò complicato (altrimenti che gusto c'è..) e le probabilità di portare a termine la costruzione seguono un pò l'andamento dell'economia occidentale (a picco). Un gentilissimo flickeriano mi ha mandato i suoi progetti (come idea molto simile), un altro gentilissimo flickeriano mi fornirà il legno (spero) più qualche dritta sulla lavorazione, un pinholissimo blogger mi ha già illuminato sui vari dorsi, un gentilissimo non flickeriano mi offrirà la sua abilità nel fai da te più qualche attrezzo (sempre che finisca prima o poi con la casa nuova!!).
Dubbi? Il foro! Tre opzioni:
1- Lo faccio io.. ma sinceramente vorrei qualcosa di più preciso anche perchè per l'idea che ho dovrei fare vari fori di diverse grandezze.
2- Lenox Laser.. ma ho letto che i fori fatti col laser non danno risultati impeccabili a causa delle abrasioni create dal laser.
3- Diaframmi di microscopio elettronico. Questi sconosciuti. Ho/abbiamo girato tutto il web, mandato mail, pregato in lingue sconosciute.. ma nessuno ha mai sentito parlare di diaframmi di microscopio. Per cui Fabiano prima che io rompa le ** anche a te se passi da qua illuminami :D

Pinhole al Jamaica, Lido di Spina.
Tempo di esposizione: Neon Golden - Notwist (~6min) ..vedi playlist.

APinhole camera zero2000, Fp4@64 rodinal 1+100 semistand 60' 20°
Fotografia di negativo su tavola luminosa

ps. Fp4@64 e rodinal 1+100 per un'ora. Bianchi al limite e neri molto chiusi. Forse 1+200 per 2 ore sarebbe stato meglio? Per sicurezza le prossime le toccio nel solito D23.


lunedì 26 maggio 2008

Aggiorniamo dai..

C'è chi fa belle foto.. e c'è chi si compra sempre nuove macchine chiamandole "sfizio". Io decisamente faccio parte della seconda categoria. Diamo quindi il benvenuto all'ultima arrivata.. una rollei 35s formato pacchetto di sigarette. Completamente manuale, con sonnar HFT 40/2.8 rientrante, messa a fuoco a stima.. già. Devo dire che insieme alla rolleiflex 3,5F fa proprio una bella coppia. Qualche immagine dal primo rullo di prova..



Rollei 35s, Hp5+ 400@400 D23 1+0 10' 20°
Fotografie di negativi su tavola luminosa


lunedì 7 aprile 2008

Lasciarsi tentare

Mercatino dell'usato di un paesino nelle mie vicinanze. Devo aggiungere altro? Si dai. Cianfrusaglie a non finire, di tutto di più, contrattazioni fino all'ultimo centesimo, oggetti spacciati per funzionanti e ad un prezzo misero da un espositore per poi scoprire che in realtà non apparteneva manco a lui ma al suo vicino di bancarella.. insomma robe così. A parte il carretto di lega nord direi che l'atmosfera non era niente male. In mezzo a tutto ciò le macchine fotografiche non potevano mancare. Si andava da alcune 6x9 a soffietto vendute a una barca di soldi, passando per polaroid e altre istantanee ormai inusabili, per arrivare infine alle macchine plasticose vendute a pochi euro. E qui casca l'asino.. direbbe non so chi. Mi son lasciato tentare da una Diana F con flash e scatola in ottime condizioni al prezzo di 10 euro che son poi scesi a 8 (il prezzo di un caffè secondo la signura.. abituata bene, lei) dopo una contrattazione all'ultimo sangue. Non credo abbia bisogno di presentazioni vista la lo.mo.da che corre. Basti dire che è la versione originale di quella venduta su lomography alla modica cifra di 80 euro.
O t t a n t a e u r o v i r g o l a z e r o z e r o, si.

Consapevole di dover tenere basse le aspettative carico la Diana con un rullo di Delta 400, cerco di individuare i punti a rischio di infiltrazione (da coprire con nastro isolante) e in mattinata lo sparo tutto contro un vento che definirei bestiale (vedi esempio 2). Bestiali anche le infiltrazioni che nonostante il nastro si son fatte vive nella parte bassa (e quindi in alto nel fotogtramma) ma, essendo il negativo in formato 4x4 e abbastanza centrale sulla pellicola 120, il danno è stato minimo, se di danno in questo caso si può parlare.

Infine oggi ho sviluppato il tutto e, devo ammetterlo, lo stupore. Non tanto perchè siano uscite foto meravigliose o meno.. il punto è che con queste macchine la realtà viene completamente modificata a modo proprio. Non proprio nel senso di mio. Proprio della macchina. Poco o niente di quello che esce è abbastanza prevedibile da prendermi qualche merito o colpa. Tutto dipende da lei, io posso solo indirizzarla. E per lei non intendo di tutte le Diana. Credo proprio che ogni Diana abbia un suo carattere e caratteristiche proprie. In comune hanno una visione onirica della realtà, fatta di sfocature improvvise e nitidezza inaspettata. Il piccolo miracolo della plastica.




Diana F, Ilford Delta 400@400 D76 1+1 14' 20°
Fotografia di negativi su tavola luminosa

domenica 20 gennaio 2008

Rullo test Kiev 60

Negli ultimi giorni sono stato colpito da una famosa quanto bastarda strega che mi ha inchiodato in casa con una semiparalisi da metà schiena fino al collo. Ciò non mi ha impedito di testare il nuovo giocattolino. Certo non potendo uscire di casa le possibilità erano assai limitate. Comunque sia ho caricato un rullo di Delta 400 e ho fatto un pò di prove.. tubi di estensione+80mm, 80mm a varie aperture, 45mm. Sviluppato in serata con D23. Tolgo il rullo dalla spirale e con immensa gioia vedo che la mia kiev non soffre del famoso problema di sovrapposizione dei fotogrtammi (anche se alcuni sono separati da pochissimi millimetri). Passata la gioia guardo meglio e noto nei primi 4 fotogrammi una infiltrazione. I primi 3 li ho scattati con i tubi di estensione, dal quarto al nono con il Volna 80mm f/2.8 e dal decimo al dodicesimo con il Mir-26 45mm f/3,5.
E così la domanda sorge spontanea: colpa dei tubi? del corpo? o cos'altro?
Se fosse colpa dei tubi credo che non sarebbe presente anche nel quarto fotogramma. Se fosse colpa del corpo sarebbe presente anche negli altri fotogrammi.. quindi credo che la risposta giusta sia "o cos'altro".
Di seguito il primo e il quarto fotogramma dove si può vedere sul lato destro la presunta infiltrazione..

Kiev 60 + Volna 80mm f/2.8 + Tubi di estensione, Delta 400@400 D23 1+0 8,5' 20°
Agitazione 1' iniziale + 10'' ogni 3 '
Fotografia di negativo su tavola luminosa

Kiev 60 + Volna 80mm f/2.8, Delta 400@400 D23 1+0 8,5' 20°
Agitazione 1' iniziale + 10'' ogni 3 '
Fotografia di negativo su tavola luminosa

Non so magari qualcuno passa di qua e decide di illuminarmi a riguardo.. o magari anche in questo thread su 4u.
Per la cronaca aggiungo che il Volna si comporta proprio bene in quanto a nitidezza e contrasto generali anche se non l'ho testato a tutta apertura ma solo da f/5.6 in su. Del Mir invece la distorsione di un grandangolo da pochi euro c'è tutta ma anche lui come nitidezza non è certo malvagio. Ora posso lasciarmi tentare dai vari Carl Zeiss Jena. Sarei interessato al Flektogon 50mm f/4 in sostituzione del Mir.. e magari un bel Sonnar 180mm f/2.8.. ma per ora penso solo a combattere contro sta c***o di strega.

mercoledì 16 gennaio 2008

Some news

Ho deciso che uno scanner non mi serve. Che se la fotografia non è la realtà, la scansione non è il negativo. Appurato ciò ho deciso di aggiornare il sito con le mie "scansioni" casalinghe.
Ho deciso anche che riuscirò, tra una madre, un fratello e altri abitanti di questa casa, a sconfiggere la temutissima incurvatura della carta baritata. Che non si può prorio negarsi queste soddisfazioni a causa di qualche inconveniente familiare.
Ho deciso inoltre di dire basta ai peletti/puntini sulle stampe e mi sono armato di pennellino 0 e inchiostro diaphoto.
Dopo aver deciso tutte queste cose ho messo le mani sull'ultima arrivata: Kiev 60 + volna 80mm f/2.8 + Mir-26 45mm f/3.5.... sono malato. Ma è già un pò che ammetto di essere malato.. ora in teoria dovrei passare alla fase successiva.. tipo non so.. pentimento.. invece no. Sono malato ma contento. E poi dai.. al massimo la rivendo. Me la racconto così. Il mio conto in banca inizia a guardarmi male.. e io mi giro dall'altra parte.

giovedì 10 gennaio 2008

"scansione" casalinga

In risposta a un commento in questo post, spiego un pò il mio metodo di "scansione" dei negativi.
Premetto che questo metodo non è migliore di altri. Soprattutto non è migliore di un qualsiasi scanner. O almeno rispetto ad uno scanner "medio" come può essere l'epson perfection 4490 (non me ne intendo troppo, ma ho visto alcune scansioni da medio formato e non mi dispiacevano affatto) che comunque al momento costa non meno di 200 euro. Da altri scanner più economici invece, ho visto scansioni veramente pessime. Ecco appunto.. altre premesse.. questo metodo a me conviene dal momento in cui ho già tutto, o quasi, quello che mi serve, dal momento in cui non pretendo di ottenere un file da stampare ma solo da usare come provino o tuttalpiù da mostrare su internet (e che sia il più possibile simile alla stampa in camera oscura) e dal momento in cui uso prevalentemente il medio formato (con negativi 35mm i risultati che ho ottenuto io iniziavano ad essere scadenti).

Il necessario:
- Macchina digitale - possibilmente DSLR, possibilmente dotata di obbiettivo macro (si tratta appunto di fare una macro al negativo). Certo se non hai una Reflex digitale non è il caso di comprarla per scansionare negativi. Io uso una Canon 350D con obiettivo Sigma 17-70. Con un VERO obiettivo macro i risultati sarebbero certo migliori.

- Cavalletto - l'importate è che stia in piedi (il mio se tira vento si muove.. ma per fortuna in questo caso siamo al riparo)

- Tavola luminosa - Io ho acquistato, per 15/20 euro su ebay, una tavoletta per la visione/duplicazione delle diapositive. La cosa importante è avere una luce abbastanza omogenea e diffusa per tutto il negativo.


- Non essenziale ma utile.. un vetrino antinewton (sequestrato all'ingranditore) per assicurare la perfetta planearità del negativo. Un qualsiasi altro vetro produce i famosi e fastidiosi anelli di newton.. e produce anche parecchio arterio visto che è assai complicato rimuoverli in postwork.

Ora, io lavoro in verticale, ossia con la macchina ben ferma sul cavalletto puntata verso il basso e perfettamente verticale. Il difficile sarà posizionare alla giusta distanza il negativo. Dipende anche dal tipo di obiettivo usato e dal cavalletto (ad esempio io fisso il cavalletto con parecchio scotch alla giusta altezza di un'angolo di un mobile). In ogni caso una volta trovata una soluzione il gioco è fatto.
Per facilitare il tutto uso la digitale connessa al pc con DSLR Remote. In questo modo posso facilmente controllare la messa a fuoco dopo ogni scatto e l'esatto posizionamento del negativo. Sovraespongo in genere di 1 o 2 stop, diaframma f/8 o f/9 e tempi di conseguenza, funzione di sollevamento dello specchio per evitare le vibrazioni, formato RAW per avere più libertà in postwork.
Chiaramente bisogna poi lavorare non poco con photoshop. Ciò che si ottiene è un insieme di grigi per cui bisognerà intervenire sui livelli o sulle curve. In alcuni casi la grana sarà molto accentuata, in altri sarà quasi impossibile far uscire le giuste sfumature di grigio. Ciò che ho notato è che in genere un buon negativo (di quelli che in camera oscura si stampano da soli, diciamo) è molto più semplice da scansionare con questo metodo. Al contrario se in postwork non riesco a trovare la giusta elaborazione senza intervenire pesantemente sull'immagine vuol dire che sotto all'ingranditore avrò altrettante difficoltà.

sabato 29 dicembre 2007

Fotodelirio pomeridiano

Cause scatenanti: ho finito i pergamini per il medio formato, nella Yashica c'è un rullo a metà (io oooodio i rulli a metà), bisogno impellente di impressionare una superficie impressionabile.

Oggetto: come usare un rullino 135 in una Zero2000 6x6:

Per prima cosa bisogna creare degli spessori che tengano fermo il rullo 135. Io ho usato il materiale con cui era imballata la scatola. Un paio di spessori arrotolati attorno al fermo che andrebbe sotto al rullo e uno spessore per il fermo superiore.


Materiale di imballo arrotolato a creare dei piccoli spessori


Spessore attorno al fermo sotto al rullino


Spessore attorno al fermo sopra al rullino

Preparare il rullo ricevente in modo che la pellicola non si sposti in su o giù.. anche qui il materiale di imballo è stato ottimo.. posto in entrambi i lati e fermato con nastro isolante.

Caricare il tutto


In questa foto il rullino ricevente non ha gli spessori per ingannare chi non capisce l'italiano.. e non perchè l'ho scattata prima di accorgermi che la pellicola se ne andava un pò dove voleva. Ironia portami via..

Attenzione all'inserimento nella guida della parte posteriore della scatola. Essendo in legno non è difficile danneggiarla con il rullino 135!! E chiaramente io non mi assumo nessuna resposabilità!.. che non è una novità.

Infine coprire il contapose con nastro isolante.



Visto che con una breve ricerca in rete mi sono accorto di non aver inventato nulla di nuovo:

- qui la stessa "modifica" apportata alla Holga.

- qui un buon metodo per contare i fotogrammi sprecando meno pellicola possibile. Si basa su prove fatte da Nancy Breslin. In pratica seguendo la tabella riguardante la Zero2000 con un rullino da 36 si fanno 21 esposizioni formato 64x35mm separate di 3-5mm.
Avverte anche che è necessario coprire il divisore tra la zona del foro e il rullo ricevente. Io non l'ho fatto.. ma solo perchè l'ho letto dopo.. vedremo i risultati quando avrò sviluppato.

- qui un esempio del risultato. Nella galleria di Nicolai Grossman ne trovate altre. ;)

EDIT POST SVILUPPO: l'ulteriore copertura del divisore non sembra che serva.. a prima vista non c'è nessuna evidente velatura. ciò che serve invece sono almeno altri 4 o 5 strati di nastro isolante per coprire il contapose. Nei punti in cui ha visto il sole la luce è passata.. ma forse qualche fotogramma s'è salavato.

EDIT POST DORMITA: passata è la nuttata. E per la serie "il sonno porta consiglio".. il nastro isolante va anche nella parte interna del contapose. Fesso.

lunedì 10 dicembre 2007

Zero 2000 6x6

E' arrivata oggi. Dopo telefonate su telefonate e mail al corriere e tassa di sdoganamento (=furto) è giunta a me questa scatoletta di legno meravigliosamente costruita (fa profumo.. il legno fa profumo!!) direttamente da Hong Kong. Completa di certificato di proprietà, istruzioni e viewfinder (a dir la verità molto rudimentale). Certo potevo costruirmi da me una macchina a foro stenopeico con una spesa assai più contenuta.. ma questa ha proprio una gran classe!




Zero2000 6x6 basic prodotta da Zero Image Company (e non "zeroiemmegu" come diceva il tipo dello sdoganamento al telefono). Foro stenopeico significa in pratica un buco. Si un buco. Niente obiettivi, lenti, diaframmi, otturatori. Questa in particolare si potrebbe dire che ha un'apertura equivalente a f/138 (0,2mm) e una focale di 25mm che sul 6x6 equivale a un grandangolo parecchio spinto.
Una volta provai a piazzare davanti alla mia 350D un bel tappo frontale con un bel buco in mezzo e relativo foglietto di stagnola forato con la punta di uno spillo. Risultati alquanto scadenti (tra l'altro lo sconsiglio vivamente a causa del sensore succhiapolvere). Il foro deve essere assolutamente preciso e veramente troppo piccolo! A tal proposito vi segnalo questo post su camera obscura dove potete procurarvi forse il vostro foro perfetto!

Fonti e link riguardanti il foro stenopeico:

Pinhole photography and camera design calculators - Calcoli per costruirsi il foro stenopeico secondo le proprie esigenze e per l'esposizione corretta.

Pinholeresource - Di tutto di più sul foro stenopeico

Massimo Stefanutti - Fotografo italiano - Oltre alle sue bellissime immagini, nella sezione link del suo sito trovate i collegamenti a molti altri fotografi.
"La forma interrogativa è d’obbligo: c’è un’effettiva e concreta ragione per fotografare con uno stenopeico (e cioè senza l’obiettivo o, meglio, le lenti) invece che con una normale macchina fotografica, analogica o digitale che sia?
Una delle risposte più comuni a questa domanda fa espresso riferimento alla c.d. pratica stenopeica e cioè ad una sorta di “ rito “, variamente identificato (senza voler esser esaustivi) con la particolarità della macchina utilizzata, dalla pretesa antitecnologicità del mezzo, da una situazione di lentezza nel fotografare in opposizione ad una velocità nell’ordinario mezzo usato (soprattutto se digitale), alla necessità di operare con un processo manuale di ripresa complicato e laborioso, ecc. [...]" - Massimo Stefanutti.

Pinholedesigner2.0 - Software per il calcolo dell'esposizione (considerando anche il difetto di reciprocità dei vari tipi di pellicola). Tutto il sito merita comunque una visita, compresa la galleria.

Pinhole pictures - A dir poco "onirico".. merita assolutamente una visita!

Foto in scatola

Worldwide Pinhole Photography Day

Zero Image Company - Dove ho preso la mia prima foro stenopeico.

sabato 8 dicembre 2007

Caricamento rolleiflex

A parte tutti quelli che finiscono qui cercando su google cose tipo "luci rosse", "immagini a luci rosse", "video a luci rosse" "diari a luci rosse" ecc ecc.. qualcuno è finito qui cercando "caricare rolleiflex". Tralasciando sulla devianza di quest'ultima ricerca, al tempo anche io andai in cerca di info utili. Innanzi tutto segnalo un sito dal quale è possibile scaricare gratuitamente in formato pdf i libretti delle istruzioni in lingua inglese di centinaia di macchine fotografiche tra cui anche quasi tutti i modelli di rolleiflex. Il sito in questione è http://www.butkus.org e qui la pagina con i vari modelli rollei. Inoltre, visto che fuori piove (...), ho fatto un piccolo video dal quale spero si possa capire qualcosa sul caricamento di una pellicola 120 su una rolleiflex.



Può pure essere che sbaglio qualcosa, ma fin'ora mai avuto nessun problema! Aggiungo anche che è consigliabile effettuare il caricamento al buio o almeno all'ombra per evitare che la pellicola prenda luce. Questo problema riguarda solo alcune pellicole formato 120. Con la hp5+, che uso nel video, solo in un paio di occasioni, in cui ho caricato in pieno sole, sono apparsi dei puntini neri lungo il bordo senza comunque "danneggiare" il fotogramma. Con altre pellicole il problema è più evidente ma in fondo bastano pochi accorgimenti.

venerdì 30 novembre 2007

Gossen Digisix

Esattamente come alla prima riunione degli alcolisti anonimi questo post è un'ammissione. E' il primo passo per capire che si è di fronte a un problema. Io sono dipendente. Dipendente da ebay.
Ammetto che qualche buon acquisto l'ho fatto. Dire che si risparmia è come dire che il vino fa bene. Se non ci fosse ebay molte cose non le avrei comprate. Con un click ti arriva il corriere sotto casa con quello che vuoi.. e come tutte le cose.. le faccie della medaglia son sempre 2.

Gossen Digisix. Ebbene si. Digitale. Funzioni base di un qualsiasi esposimetro, luce incidente e riflessa, timer, orologio, allarme, temperatura. Tutte cose inutili a parte il timer e, chiaramente, l'esposimetro. Usato come nuovo pagato relativamente poco. Saprò dire come mi trovo.
Ah tra l'altro.. avendo le mie macchine l'esposimetro incorporato, è chiaro che quest'aggeggio l'ho acquistato perchè qualcosa bolle in pentola. A ognuno le sue dipendenze.

domenica 25 novembre 2007

La mia attrezzatura..

..allo stato attuale delle cose.

Rolleiflex 3,5F con Planar 75mm f/3,5


Biottica 6x6 della Frankie & Heidecke che dal numero di matricola dovrebbe essere stata prodotta tra il '59 e il '62. Prodigio della meccanica e oserei pure dire della qualità. Ho ancora qualche complesso di inferiorità, quando la prendo in mano, e guardando dentro al pozzetto mi commuovo un poco ogni volta.
Con il bottino di un paio di rapine ho anche acquistato qualche accessorio quali paraluce, filtri colorati per il b/n, rolleinar 1 e 2 (che devo ancora testare) e altri filtri più o meno inutili.
Al momento è la macchina che prediligo. Quando posso è con me.. quando non posso la penso.

Yashica FX-3 Super



Regalatami da un amico in quanto seconda macchina (tra le vecchie) di famiglia. Grazie Marco! Si.. ho detto Marco.
Nel tempo ho acquistato un 50mm di qualità Carl Zeiss Planar T* f/1.4. Sono uno di quelli che pensa che il "normale" possa bastare per la maggioranza dei casi. Si.. lo penso davvero.. però ho acquistato anche un bel grandangolo Yashica ML 24mm f/2.8 a mio parere veramente ottimo! Zoom medio-tele Yashica MC 75-200 di bassa-media qualità che uso mediamente poco e mediamente male. Un obiettivo medio insomma.

..un paio di digitali (del quale non parlerò) e una lomo che va tanto di moda.. la fisheye.

Ingranditore DURST M370 b/n. Penso sia uno degli ingranditori meno attrezzati. Il minimo indispensabile per stampare. Per ora mi accontento.

Credo nel fai-da-te.. e spesso faccio da me. Ma in co quando qualcosa non va è utilissimo sapere esattamente cosa è stato a non funzionare a dovere.